Il discorso della Pakistana Malala Yousafzai all'ONU 

Malala all'Onu: "Parlo per chi non ha voce,
i talebani non mi ridurranno al silenzio"
La 16enne pakistana, ferita dagli estremisti perché difende il diritto all'istruzione delle donne della sua terra, ha parlato nel Palazzo di Vetro: "Non uccideranno mai i miei sogni"

Malala Yousafzai (afp) NEW YORK - "Oggi non è il mio giorno, è il giorno di tutti coloro che combattono per i propri diritti. I talebani non mi ridurranno mai al silenzio e non uccideranno i miei sogni". A testa alta, coperta da uno scialle di Benazir Bhutto e con la voce ferma di chi, ad appena 16 anni, ha già la consapevolezza di essere il simbolo di chi vuole difendere i propri diritti, Malala Yousafzai, la giovane attivista pakistana, ferita lo scorso anno alla testa dai talebani, ha parlato dal Palazzo di Vetro.

"Sono qui e oggi parlo per tutti coloro che non possono far sentire la propria voce - ha proseguito - pensavano che quel proiettile ci avrebbe fatto tacere per sempre, ma hanno fallito", ha detto, lanciando un vibrante appello "all'istruzione per tutti i bambini". Le sue parole sono state accompagnate dall'ovazione dell'assemblea: "Ecco la frase che i talebani non avrebbero mai voluto sentire: buon 16esimo compleanno Malala", ha detto l'ex premier britannico Gordon Brown, oggi inviato delle Nazioni Unite per l'educazione.
Con lo scialle di Benazir Bhutto. "È un onore per me parlare di nuovo dopo tanto tempo, essere qui con tanta gente onorevole e indossare questo scialle di Benazir Bhutto. Non so da dove cominciare - ha esordito la ragazza -, non so cosa le persone si aspettino che io dica. Prima di tutto grazie a Dio, per cui noi siamo tutti uguali, grazie a tutti quelli che hanno pregato per me, all'amore che la gente che ha dimostrato. Ho ricevuto cartoline e regali da tutto il mondo. Grazie ai bambini i cui mondi innocenti mi hanno incoraggiata. Vorrei ringraziare le infermiere, i medici del Pakistan e del Regno Unito, il governo che mi ha aiutato". Poi un messaggio all'Onu: "Sostengo pienamente Ban Ki-moon nella sua azione per l'istruzione" e "ringrazio tutti per la leadership che offrono e l'ispirazione che ci danno".

La paura dei talebani per i libri e per le donne. Ferita perché ha difeso il diritto allo studio delle donne del suo Paese, Malala ha accusato i talebani di temere la forza dell'istruzione, ma soprattutto quella delle donne: "Capiamo l'importanza della luce quando vediamo l'oscurità, della voce quando veniamo messi a tacere. Allo stesso modo nel Pakistan abbiamo capito l'importanza di penne e libri quando abbiamo visto le pistole - ha detto la 16enne pakistana -. La penna - ha proseguito - è più forte della spada. È vero che gli estremisti hanno e avevano paura di libri e penne. Il potere dell'istruzione fa loro paura. E hanno paura delle donne: il potere della voce delle donne li spaventa. Per questo hanno ucciso 14 studenti innocenti, per questo hanno ucciso le insegnanti, per questo attaccano le scuole tutti i giorni. Gli estremisti hanno paura del cambiamento, dell'uguaglianza all'interno della nostra società". Poi ha aggiunto: "Oggi siamo noi donne ad agire da sole, non chiediamo agli uomini di agire per noi come è accaduto in passato. Non sto dicendo agli uomini di non parlare a favore dei nostri diritti, ma mi concentro perché la donna sia autonoma e lotti per se stessa".

Stanchi delle guerre. "La pace è necessaria a fini dell'istruzione, il terrorismo e i conflitti impediscono di andare a scuola. Noi siamo stanchi di queste guerre", ha affermato la16enne.

L'appello ai leader "Più tutele per i bambini". "Chiediamo ai leader di tutto il mondo di cambiare le politiche strategiche a favore di pace e prosperità, che tutti gli accordi tutelano i diritti di donne e bambini. Chiediamo a tutti i governi di assicurare l'istruzione obbligatoria e gratuita in tutto il mondo a ogni bambino, di lottare contro il terrorismo e la violenza, ai Paesi sviluppati di sostenere i diritti all'istruzione per le bambine nei Paesi in via sviluppo. Chiediamo a tutte le comunità di respingere i pregiudizi basati su caste, sette, religione, colore, genere...Chiediamo ai leader di tutto il mondo di assicurare la sicurezza di donne, perché non possiamo avere successo se metà di noi subisce torti. E chiediamo a tutte le sorelle di essere coraggiose, comprendendo il loro pieno potenziale e agendo".

La petizione. Nella mani di Malala una petizione, firmata da quasi 4 milioni di persone, a sostegno di 57 milioni di bambini che non vanno a scuola e che chiedono ai leader del mondo fondi per nuovi insegnati, aule e libri. La petizione chiede anche l'immediato stop allo sfruttamento di bambini nei luoghi di lavoro, stop ai matrimoni e al traffico di minori.

Unesco e Save the Children: "50 mln di bambini senza scuola". In un rapporto pubblicato proprio oggi, in occasione del Malala Day, da Unesco e Save the Children, si legge che nel mondo circa 50 milioni di bambini, dai 5 ai 15 anni, non vanno a scuola perché colpiti dagli scontri o arruolati nei corpi armati. Nel 2012, sono stati 3.600 gli attacchi di vario tipo per impedire ai bambini l'accesso all'educazione, tra i quali si contano violenze, bombardamenti di scuole, reclutamento dei minori in gruppi armati, torture e intimidazioni contro bambini e insegnanti sfociate in morti o ferimenti gravi. Inoltre, prosegue il rapporto, "resta scandalosamente bassa la quota di fondi destinati all'educazione nelle emergenze umanitarie, passando addirittura dal 2% del totale dei fondi umanitari in emergenza del 2011 all'1,4% del 2012, dunque ben al di sotto del 4% richiesto dalla comunità internazionale nel 2010".




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Un viale da conservare e valorizzare 

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San Salvario ha un cuore verde (consuntivo) 

SAN SALVARIO HA UN CUORE VERDE 2013

consuntivo:


http://www.request.to.it/dsc/docs/consu ... verde.pptx
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Il verde per NOI 

Per noi, a Torino, il “verde consapevole” è:

- non è solo un costo ( come per le istituzioni), è anche un materiale che costruisce la storia della città, fa parte di un sistema complessivo e articolato. Ma è soprattutto un valore: estetico e pratico, di qualità dell’abitare, della struttura di una città, dell’attenzione riposta in ogni singola scelta che si fa anche per spazi piccoli e abbandonati (Prof Paolo Mellano, Dipart. Di Architettura e Design, Politecnico di Torino).

- è anche una nuova modalità creativa di riappropriazione di spazi urbani: dai guerrilla gardens di Manhattan degli anni ’70, agli odierni orti urbani, ai community gardens, ai giardinetti scolastici che sono un esempio di apprendistato eccellente per creare consapevolezza nei bambini e negli adolescenti (Michela Pasquali, paesaggista, autrice de: I giardini di Manhattan. Storie di guerrilla gardens).

- è un’occasione di grande partecipazione, com’è avvenuto per l’allestimento di un cortile di via Belfiore, in occasione dei “Cortili aperti”, il 25 maggio, per “San Salvario ha un cuore verde” (Livia Breccia, architetta paesaggista AIAPP – Associazione italiana architettura paesaggio).

- è un modello di progettazione, realizzazione e gestione degli spazi, che deve seguire un percorso attento, guidato: dall’analisi del terreno, alla scelta delle specie adatte, alle tecniche di coltivazione. Un modello che si fonda sulla conoscenza e sulla semplicità, che può raccogliere volontari attorno alla figura dell’esperto. Così è stato realizzato il giardino del Borgo medievale, così sono state posate le grandi fioriere sotto i portici di via Nizza, per “San Salvario ha un cuore verde” (Edoardo Santoro, Agronomo del Borgo Medievale del Valentino).

- è oggetto di grande interesse da parte dei cittadini che hanno anche a disposizione una casella mail per osservazioni, consigli, critiche. Ovviamente, non è percepito da tutti allo stesso modo. Occorre quindi grande attenzione, da parte dei tecnici, nella valutazione dei singoli casi, ma anche i cittadini devono imparare ad ascoltare le valutazioni tecniche e tenerne conto (Claudia Bertolotto, Responsabile Gestione Servizio verde del Comune di Torino).

- è un’occasione per accogliere progettualità diverse, per coordinare ed espandere iniziative. Nuovi progetti sono presenti a villa Genero, al Parco Europa (dove i senior civic aiuteranno per la manutenzione), nelle scuole in cui verranno progettati orti scolastici (Germana Buffetti, Coordinatrice per l’Ambiente, Circoscrizione .

- è un modo per ritrovare nuovi modi di convivenza, ripristinare il rispetto tra di noi, verso la natura e l’ambiente. La cura del verde ci offre un mezzo per dare significato ai sentimenti, alla bellezza, non solo in funzione estetica, ma anche come terapia ed etica: una risposta al richiamo della terra madre, da proteggere e non offendere oltre (Marisa Dodero, “Donne per la difesa della società civile).
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