Marzo in biblioteca 

luned' 22 marzo ore 18 alla Biblioteca Sharazàd di via Madama Cristina Torino
"La laicità delle dinne: consuetudini domestiche e diritti civili
con Luisa Accati, professoressa di Storia Moderna ed Etnostoria all'università di Trieste e Maria Luisa Dodero dell'associazione Donne per la difesa della società civile

lunedì 15 marzo ore 18, biblioteca Sharazàd, via Madama Cristina Torino
"Nel mio cuore un altro paese"- lettura e discussione di testi di Rahel Levin Varnhagen
con Ursula Isselstein e Palma Severi
coordina Maria Pace Nemola
letture a cura di Simona Carapella

lunedì 8 marzo ore 18 , biblioteca Sharazàd, via madama Cristina Torino
presentazione de Il cammino delle donne in Italia e festa per tutte

lunedì 1 marzo ore 18, biblioteca Sharazàd, via Madama Cristina Torino
Le donne e le scienza:
immagini e realtà di un rapporto in continua evoluzione
con la prof Bice Fubini,docente di Chimica all'Università di Torino
permalink ( 3.2 / 251 )
Riflettiamo e rispondiamo 

Domande

Che cosa è in pericolo?
1.la solidarietà o l’ordine pubblico
2.la legalità o la libertà dell’individuo
3.l’etica o l’efficienza
4.il lavoro o l’impresa
5.l’unità del paese o l’autonomia delle istituzioni locali
6.l’autorità o l’autorevolezza (il decisionismo o la democrazia)
7.il fare a tutti i costi o il fare bene
8.la cura dell’ambiente o il progresso
9.l’europeismo o il nazionalismo
10.la globalizzazione o i localismi

(alcune domande del gruppo dei 42)
permalink ( 3 / 232 )
La Democrazia è "un metodo per prendere decisioni collettive". Bobbio 


E. Scalfari su Repubblica di domenica 21 febbraio ricorda il Manzoni:

" Dagli atrii muscosi, dai fori cadenti,
Dai boschi, dall’arse fucine stridenti,
Dai solchi bagnati di servo sudor,
Un volgo disperso repente si desta;
Intende l’orecchio, solleva la testa
Percosso da novo crescente romor..."

Ascoltiamo Fratelli d'Italia anzichè Italia amore mio
(cliccate il link sottostante)

http://www.villa-europa.it/fratellidItalia.mp3

permalink ( 2.9 / 168 )
Smoke gets in your eyes 

Pensieri Spettinati

rubrica periodica a cura di Maridod

Smoke gets in your eyes (Fumo negli occhi)

Niente da dire per ora su Bertolaso, che per simpatia, prestanza e limitata verbosità si staglia di un buon palmo su tutta la congerie governativa. Saranno i giudici a documentare e spiegarci.
Quel che risulta chiaro è che il modello politico del “fumo negli occhi”, su cui la destra ha costruito il consenso, è difettoso e dannoso (e non solo per gli occhi). È evidente infatti che la concentrazione di troppi compiti e poteri nelle mani di uno solo (“qui niente chiacchiere”, “noi siamo quelli del fare”, “decidere rapidamente”) non può che portare a disattenzioni e scarso rispetto delle regole, nel migliore dei casi. Non si tratta perciò della questione di un singolo, ma di un problema di ordine generale.
Spargendo fumo negli occhi degli italiani, dietro il miraggio dell’efficienza (che non c’è, basta andare alla stazione e prendere un treno), della rapidità (già, ma i risultati si vedono a distanza), del trionfalismo (che ignora o sottovaluta i problemi reali della gente), hanno creato in noi una granitica convinzione: basta con questi oligarchi affaristi, così spesso volgari e ignoranti!
Torino, 14.2.2010

permalink ( 3 / 258 )
Depressione civica? 

Cosa rispondere ad un caso di depressione civica?

Care amiche

Il mio problema è questo: non riesco assolutamente più ad interessarmi di politica. Appena vedo o sento il nome di B fuggo a gambe levate, non mi piace quello che fa il pd, non mi piace quello che fa e che dice bersani, non mi piace nessuno. Anche se non partecipo ricevo la posta dei circoli pd di milano, quella di Libertà e Giustizia, e quella di Emily torino. Non le leggo nemmeno se non molto sporadicamente e senza riceverne alcuno stimolo. Mi sembra che il medioevo che stiamo vivendo sarà molto lungo e non so se ne vedrò la fine. Per quale scopo darsi da fare? E’ come se fossi afflitta da “depressione civica”. Come cavolo fate voi? Ho chiesto a mio zio che ha 87 anni ed ancora molto interessato a tutto e lui mi ha risposto: “Sai, alla mia età si sa che queste cose passano, sono transitorie, e quindi non cambia molto..” Io non ci credo. Penso che la storia sarà lunga, e intanto la società peggiora significativamente. Ho letto Serra che scriveva: “ Non mi piace arrendermi, e poi arrendersi significa mandare la mente in pensione”. Questo mi convince un po’ di più ma non è sufficiente a farmi uscire dalla depressione civica. Voi avete dibattuto il tema? Avete qualche testo da consigliarmi?

Qualcuna delle donne società civile ha maturato considerazioni trasmissibili ad altri?

Io credo che la differenza con gli anni passati, per me, stia nel fatto che non credo all’esistenza di una opposizione decente. Non vedo niente e nessuno a cui guardare e per il quale impegnarsi.

Sono proprio depressa, eh?

Un abbraccio

Renata

RISPOSTA:

Cara Renata,
sì la depressione civica mi sembra un fatto grave... eppure è proprio da
questa che partirei per cercare di capire dove si possa trovare un poco
di luce in questo grigiore. Sono deprimenti i nostri rappresentanti
politici e poichè con i nostri, che vorremmo ci difendessero, siamo
ovviamente più severi, finiamo per perdere di vista che gli altri sono
comunque in media peggio. Ma il discorso non è questo, anche a me i
politici, quasi tutti, fanno cascar le braccia, ne salvo pochi, Rosy
Bindi ad esempio e poche altre. Ma quello che ci fa sperare è invece il
forte legame che in alcune occasioni viene fuori tra quelle/i di noi che
non si arrendono e sono esterrefatte di quanto succede. Il nostro
gruppo, nel suo piccolo, ne è un esempio, ma pensiamo al popolo dei
viola, che da solo ha riempito un grande piazza e di cui tutti quasi
subito hanno voluto dimenticarsi. Il nostro paese è diviso in due , da
una parte i furbi disonesti collusi etc, all'altra quelli che credono
ancora nella convivenza civile, nelle regole, nel rispetto delle
istituzioni, nel dialogo per capire qualcosa di più. Il solco fra i due
mondi è sempre più profondo e francamente è difficile capire la
consistenza dell'uno e dell'altro, ma per quello delle regole (potrebbe
forse costituirsi in un nuovo "partito di Azione") vale la pena esserci
e darsi una mano. E quindi è proprio le tua "depressione civica",
insieme a tante altre che si manifestano qua e là, la ragione di base
per continuare a darsi da fare.
Avranno vinto gli altri se alle prossime elezioni le astensioni
aumenteranno ancora. Cito a questo proposito un bellissimo articolo di
Paola Gaiotti De Biase, uscito alcuni giorni fa sull'Unità, dal titolo
"io cattolica dico per fortuna c'è la Bonino" che finisce così "...E
ricordare che l'astensione è sempre un voto a favore del peggio, una
complicità di fatto, non una garanzia di maggiore purezza.
finisco con il chiederti, perchè non ci vieni a trovare?
con simpatia, nel senso etimologico del termine
Bice





permalink ( 2.9 / 262 )

Indietro Altre notizie