SCIOGLIERE IL NODO 

SCIOGLIERE IL NODO


L’Associazione Donne per la difesa della società civile si rivolge alle donne e agli uomini che siedono in Parlamento chiedendo di affrontare subito la crisi che uccide il paese.
L’Italia è a un bivio, non si può sbagliare direzione; per la prima volta si apre la possibilità concreta di realizzare le riforme che aspettiamo da decenni, l’alternativa è la catastrofe economica, sociale e politica.
Vi chiediamo di non sprecare questa storica occasione di cambiamento.
Sta al vostro senso di responsabilità dare la fiducia a un governo che guidi il Parlamento a queste prime urgenti riforme:
- Riforma della legge elettorale
- Legge sul conflitto di interessi
- Misure urgenti per lavoro e imprese
- Abbattimento dei costi della politica
- Efficace legge contro la corruzione
Noi, fino a quando il nodo del governo non sarà sciolto, esporremo un lenzuolo annodato alle nostre finestre.
Alle cittadine e ai cittadini che condividono il nostro appello chiediamo di:
- firmare il nostro appello
- appendere un lenzuolo annodato alle finestre
- dare la disponibilità per una eventuale manifestazione di piazza (ed eventuali suggerimenti)

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Incontriamo l'Europa 

Incontriamo l’Europa. Cinque incontri a tema, con la partecipazione di un/una rappresentante della GFE torinese (Gioventù Federalista Europea)

4.L'Europa e le donne "Quale politica per le donne?"

merc. 20 marzo 2013 Casa del Quartiere, II piano, Torretta, ore 17.30-19

Conducono Rosanna Barello e Silvana Ranzato con Martina Spriano,,della Sezione torinese della GFE (Gioventù Federalista Europea
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LE DONNE DI MARZO 

A cura dell'Associazione Donne per la difesa della società civile in collaborazione con Agenzia per lo sviluppo locale di San Salvario, Bagni Municipali e tantissime altre associazioni.

PROGRAMMA

venerdì 1 17-18 Laboratorio di Origami per grandi e bambini con Federica Fu dell’associazione Asiae 18,15-19 Anteprima spettacolo Il silenzio che la voce di tutte rompe sulle donne assassinate a Ciudad Juarez con Anita Cedroni
mercoled 6 17,30-19 Donne e violenza con Adriana Ansaldi e Brunella Pernigotti e proiezione del corto Un salto nella vita di Brunella Pernigotti e Luigi Mezzacappa. Sarà presente il regista
venerdì 8 17-19 Presentazione dei libri Il lavoro delle donne con Natalina Areddu e Rossana Repetto e La città di tutte con Silvana Ranzato 19 Cena egiziana con le donne della moschea di via Saluzzo. A offerta libera. Prenotazioni: 0116686772, info@casadelquartiere.it 21,30 Almateatro presenta Chador e altri foulards con Adriana Calero, Enza Levaté, Suad Omar. Regia G. Bordin e R. Rabezzana
sabato 9 9-12,30 Le associazioni femminili si incontrano per fare rete con Bice Fubini e Anna Ianniello
martedì 12 18 Presentazione del libro in 2 parti: Donna verrà con Haiku scritti da Silvana Sonno e Tratti con i disegni di Lucia Caprioglio
mercoledì 13 17,30-19 Il Potere e le donne con Bice Fubini
giovedì 14 14-19 Merenda salutista a conclusione del ciclo sulla salute dello SPI-CGIL
venerdì 15 17-19 Laboratorio di poesia con Raffaella Grisotto 19-20,30 Il chiaro e l’oscuro del femminile a cura del laboratorio Cambiare con Isabella Bonapace e Claudia D'Aloisio (ass. Tiarè)
mercoledì 20 17,30 L’Europa e le donne: Quale politica per le donne? con Natalina Areddu, Rosanna Barello, Silvana Ranzato e la partecipazione di Martina Spriano della GFE (gioventù federalista europea)
venerdì 22 12-13,30 Lezione di hata-yoga con Daniela Bianco della Banca del tempo “Basta un ritaglio” 17-18,30 Laboratorio: La figura femminile nelle fiabe con Silvana Alberti 18,45-20 Donne, mercato del lavoro e conoscenze finanziarie con Cristina Rossi (Università di Torino)
mercoledì 27 17,30-19 La salute per le donne: La pressione arteriosa con Amalia Bosia
e inoltre: sabato 23 alla Biblioteca Shahrazàd: Wislawa Szymborska
Della imperfetta letizia a cura di Marisa Dodero

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Incontriamo l'Europa 

Incontriamo l’Europa. Cinque incontri a tema, con la partecipazione di un/una rappresentante della GFE torinese (Gioventù Federalista Europea)

3. Crisi economica .Le ricette

merc. 20 febbraio 2013 Casa del Quartiere, II piano, Torretta, ore 17.30-19

Conducono Anna Borgna, Luisa Silvestrini con Martina Spriano,,della Sezione torinese della GFE (Gioventù Federalista Euro
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Come la Lega ha distrutto l'ospedale Valdese 

Mario Pirani su Repubblica di Luned' 28 gennaio 2013

Una delle professioni più falsificate e prive di prove specifiche di competenza è quella del “tecnico”. Basta riflettere sulle capacità valoriali di quanti si fregiano dell’improprio aggettivo per rendersi conto della vacuità proclamata. I nostri tecnici, nel migliore dei casi, godono di qualche competenza numerica (dal geometra al contabile) e tanto più la materia delle loro fatiche scolastiche è intrisa da equazioni tanto più si reputano padroni dello scibile. Si vedano ad esempio i concorsi per direttore generale in sanità i cui vincitori non sono quasi mai medici ma “tecnici” di altra provenienza. Quando non vigono paradossi all’incontrario dove lo scettro spetta solo all’ingegnere. È il caso dell’assessore regionale alla Salute del Piemonte, Paolo Monferino, che rifiuta ogni qualifica politica di assessore od altro, unica apprezzabile essendo per lui quella di ingegnere. Forse perché vantando una ascendenza Fiat deve considerare il passaggio per viale Marconi un titolo supremo a vita. Il che spiegherebbe la protervia con cui sta distruggendo uno degli opifici più popolari della città, l’ospedale Valdese di Torino.

Cosa importa che sia uno dei più qualificati centri di specializzazione per la mammella in Italia? Un ospedale secondo nella Regione per numero di interventi, e riferimento di eccellenza per diagnosi e cura del tumore mammario, il Valdese, sorto nel 1861 al centro del popolare quartiere di San Salvario, gode di grandissima popolarità, anche dopo le chiusure degli ultimi mesi, soprattutto fra le donne. Per due motivi: 1) la riuscitissima attività dei “service”, animati fra strutture pubbliche, Tavola valdese e gruppi privati di professionisti per attuare prestazioni specialistiche chirurgiche e ambulatoriali al di fuori di ogni lungaggine burocratica; 2) il successo dei “percorsi” che mettono il malato al centro delle cure, seguendolo da casa all’ambulatorio, dalla sala chirurgica alla farmacia, dalla visita periodica domiciliare agli esercizi di riabilitazione, disobbligandolo da file, liste di attesa, richieste burocratiche, soggiorni prolungati in letti di ricovero, ecc. Il sogno quasi mai realizzato di ogni paziente e della sua famiglia. Si comprende, quindi, il perché della protesta popolare contro la brutale demolizione di una realizzazione tra le uniche in Italia.

Responsabile politico dello scempio è la Lega (governatore Cota) che avanza dubbiose scuse economiche, dopo aver soffocato l’ospedale riducendo per l’80% i rimborsi regionali dovuti al Valdese e agli altri nosocomi classificati (come il Mauriziano). I “service” e l’assieme delle strutture oncologiche, specie di chemioterapia, vengono interrotti, i malati dispersi. Alla fine la Tavola Valdese cede l’ospedale per la cifra simbolica di un euro contro l’impegno scritto della Regione a trasferire l’attività alla futura Casa della Salute (di là da venire) e a mantenere i rapporti di assistenza e di cura ai livelli raggiunti. Una tavola di controllo tra Regione, Comunità Valdese e Comune sovrintenderà al controllo dell’accordo. Peccato che in tre anni non si sia mai riunita. Le uniche a non cedere sono le donne, una petizione con 8mila firme è stata presentata come premessa a una class action ma la più clamorosa manifestazione è stata la discesa in piazza di 800 donne che a seno nudo hanno sottoscritto l’appello e si sono ritratte una per una con l’autoscatto sotto la scritta “Mettiamoci le tette”. Gli ingrandimenti sono stati affissi per Torino su banner fotografici di 6 metri per 3. Non le fermerà la voce che si è diffusa secondo cui la Regione vuol mettere in vendita lo spazio dell’ospedale per una speculazione edilizia.



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