Il verde per NOI 

Per noi, a Torino, il “verde consapevole” è:

- non è solo un costo ( come per le istituzioni), è anche un materiale che costruisce la storia della città, fa parte di un sistema complessivo e articolato. Ma è soprattutto un valore: estetico e pratico, di qualità dell’abitare, della struttura di una città, dell’attenzione riposta in ogni singola scelta che si fa anche per spazi piccoli e abbandonati (Prof Paolo Mellano, Dipart. Di Architettura e Design, Politecnico di Torino).

- è anche una nuova modalità creativa di riappropriazione di spazi urbani: dai guerrilla gardens di Manhattan degli anni ’70, agli odierni orti urbani, ai community gardens, ai giardinetti scolastici che sono un esempio di apprendistato eccellente per creare consapevolezza nei bambini e negli adolescenti (Michela Pasquali, paesaggista, autrice de: I giardini di Manhattan. Storie di guerrilla gardens).

- è un’occasione di grande partecipazione, com’è avvenuto per l’allestimento di un cortile di via Belfiore, in occasione dei “Cortili aperti”, il 25 maggio, per “San Salvario ha un cuore verde” (Livia Breccia, architetta paesaggista AIAPP – Associazione italiana architettura paesaggio).

- è un modello di progettazione, realizzazione e gestione degli spazi, che deve seguire un percorso attento, guidato: dall’analisi del terreno, alla scelta delle specie adatte, alle tecniche di coltivazione. Un modello che si fonda sulla conoscenza e sulla semplicità, che può raccogliere volontari attorno alla figura dell’esperto. Così è stato realizzato il giardino del Borgo medievale, così sono state posate le grandi fioriere sotto i portici di via Nizza, per “San Salvario ha un cuore verde” (Edoardo Santoro, Agronomo del Borgo Medievale del Valentino).

- è oggetto di grande interesse da parte dei cittadini che hanno anche a disposizione una casella mail per osservazioni, consigli, critiche. Ovviamente, non è percepito da tutti allo stesso modo. Occorre quindi grande attenzione, da parte dei tecnici, nella valutazione dei singoli casi, ma anche i cittadini devono imparare ad ascoltare le valutazioni tecniche e tenerne conto (Claudia Bertolotto, Responsabile Gestione Servizio verde del Comune di Torino).

- è un’occasione per accogliere progettualità diverse, per coordinare ed espandere iniziative. Nuovi progetti sono presenti a villa Genero, al Parco Europa (dove i senior civic aiuteranno per la manutenzione), nelle scuole in cui verranno progettati orti scolastici (Germana Buffetti, Coordinatrice per l’Ambiente, Circoscrizione .

- è un modo per ritrovare nuovi modi di convivenza, ripristinare il rispetto tra di noi, verso la natura e l’ambiente. La cura del verde ci offre un mezzo per dare significato ai sentimenti, alla bellezza, non solo in funzione estetica, ma anche come terapia ed etica: una risposta al richiamo della terra madre, da proteggere e non offendere oltre (Marisa Dodero, “Donne per la difesa della società civile).
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IL VERDE CONSAPEVOLE 

Parliamo di verde consapevole perché pensiamo che la consapevolezza del verde deve essere sempre più diffusa tra quanti operano nel e col verde, sia in ambito pubblico che privato, tra le istituzioni culturali e tra tutti i cittadini.

Grande è infatti l’importanza che il verde, in tutte le sue forme, ha sulla qualità della nostra vita. Camminare lungo le strade delle nostre città e vedere, incontrare alberi, cespugli, fiori colorati, ci rasserena, ne traiamo beneficio sia a livello fisico che psichico.

Incontrare il verde vuol dire poter usufruire di spazi pubblici, parchi, giardini e giardinetti, viali, ma anche di fioriere lungo la strada, davanti ai negozi, di dehors arricchiti da piante, di balconi fioriti quando gli occhi si sollevano sulle facciate delle case, e di cortili dove si intravedono fiori e rampicanti.

Occorre, quindi, un giusto mix di verde pubblico e privato, supportato da studi e indicazioni metodologiche, dalle necessarie conoscenze, ma anche da una diffusa sensibilizzazione, che indirizzino e armonizzino, ma soprattutto incentivino gli interventi.

Su questo tema è promossa la Tavola Rotonda IL VERDE CONSAPEVOLE che si terrà mercoledì 5 giugno, Giornata Mondiale dell’Ambiente, alle ore 17 alla Casa del Quartiere, via Morgari 14.




Giornata Mondiale dell’Ambiente
Torino 5 Giugno 2013
Casa del quartiere, via Morgari 14, ore 17

IL VERDE CONSAPEVOLE
TAVOLA ROTONDA

Enzo Lavolta, Assessore ambiente, innovazione e sviluppo, lavori pubblici, verde e igiene urbana di Torino

Germana Buffetti, Coordinatrice dell’ambiente, Circoscrizione 8

Prof. Paolo Mellano, dipartimento di Architettura e design, Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino

Elena Carmagnani, architetto PHD, studio999

Livia Breccia, architetto paesaggista AIAPP

Michela Pasquali, paesaggista, autrice de “ I giardini di Manhattan. Storie di guerrilla gardens”, Bollati Boringhieri ed.

Edoardo Santoro, responsabile aree verdi, Fondazione Torino Musei; curatore del Giardino del Borgo Medioevale e di Palazzo Madama

Prof.ssa Consolata Siniscalco, responsabile scientifico dell’Orto botanico di Torino

Claudia Bertolotto, responsabile Servizio Verde Gestione del Comune di Torino
conduce Maria Luisa Dodero (Associazione “Donne per la difesa della società civile”)

ore 18 Dibattito
ore 19 Aperitivo



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SAN SALVARIO HA UN CUORE VERDE 

“San Salvario ha un cuore verde”, la mostra -mercato orto-floro-vivaistica che si terrà sabato 25 maggio dalle 8 alle 20 a Torino, in corso Marconi e è alla seconda edizione e si sta avviando ad essere un appuntamento annuale molto atteso.
L'iniziativa che è organizzata dall'associazione “Donne per la difesa della società civile” in collaborazione con l’Agenzia per lo sviluppo di San Salvario e la partecipazione di numerose realtà associative, professionali e commerciali quest’anno farà parte delle varie iniziative organizzate dal Comune per Torino Smart Days .

Per un’intera giornata, il viale che porta dal Castello del Valentino alla Chiesa di San Salvario sarà pedonalizzato e circondato di piante e fiori che l'associazione Viridaria e altri vivaisti metteranno in mostra. Saranno, inoltre coinvolti il Borgo Medievale, l'Orto Botanico e il Museo della frutta, la facoltà di Architettura del Politecnico di Torino, le scuole Bay, Manzoni e Rayneri, Asai, la Casa del quariere e tantissime altre associazioni che daranno vita ad un programma di varie iniziative.

Due dibattiti nel Punto Incontri sul tema Il verde e la città (ore 11) e Il verde e la salute (ore 16).
Nell’area spettacoli, alcune associazioni straniere daranno vita ad animazioni Folkloristiche..
Infine l’attesa caccia al tesoro organizzata da San Salvario sostenibile.

Alla Biblioteca Shahrazàd, in via Madama Cristina 41, il presidente Levi, della Circoscrizione 8, premierà i 5 balconi vincitori del Concorso “Balconi in fiore” collegato anche quest’ anno alla manifestazione.

Novità di quest’anno saranno:

- due visite guidate a 10 cortili del quartiere, allestiti per l’occasione dallo studio 999 con la collaborazione di Edoardo Santoro del Borgo Medievale e di vari vivaisti. ( allegata cartolina percorso)

- una passeggiata storica che si snoderà dal Castello del Valentino (con visita guidata dalla Prof Devoti, all’interno) attraverso il corso fino alla Chiesa di San Salvatore ( con visita interna alla cappella)
partenza ore 9,50 dal castello del Valentino per prenotazioni e-mail maridod@hotmail.com

-una passeggiata naturalistica guidata all’orto botanico e al borgo medievale con partenza dal punto incontro alle ore 16: per prenotazioni e- mail flavia.pisani@fastwebnet.it

-una passeggiata nei luoghi di Natalia Ginzburg con partenza sempre dal punto incontro alle ore 11 per prenotazioni e-mail g.sandri.giachino@gmail.com

Aprirà la manifestazione la passeggiata dei bambini delle scuole preceduti dai Bandaradan e si chiuderà la sera un’esibizione di tango argentino a cura di Giorgio Merlo.

L ‘azienda CODAL di Asti fornirà alcune panchine per la sosta lungo il viale.



Informazioni e contatti: info@donnesocietacivile.it

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NON POSSIAMO PIU' ATTENDERE 

NON POSSIAMO PIU’ ATTENDERE
Lo stiamo dicendo da tanto, troppo tempo: ma siamo inascoltate!
La violenza sulle donne è diventata un’emergenza pressante ed improrogabile per il nostro Paese.
E non parliamo solo del femminicidio: l’espressione più efferata della sopraffazione da parte degli uomini sulle donne. Violenza sono anche le minacce di morte e le anonime offese sessiste comparse sul web contro Laura Boldrini, Presidente della Camera. Violenza sono anche gli insulti e le ingiurie rivolte alla Ministra Cecile Kyenge per il colore della sua pelle. Violenza sono anche tutte le discriminazioni di cui le donne sono ancora fatte oggetto in Italia, così numerose e così gravi in tutti gli ambiti, e tali per cui non può sfuggire il nesso fra queste e il fenomeno della violenza stesso.
Noi chiediamo alla politica e a questo Governo di affrontare questa emergenza con misure concrete, urgenti e indifferibili, dichiarando ufficialmente che è lo Stato che deve farsi carico di un problema che non è privato, ma pubblico. Impegnando le risorse necessarie, che vengono normalmente trovate nei casi di disastri o di catastrofi naturali, e che devono essere investite sia per il contrasto e la protezione delle vittime, sia per la pianificazione della prevenzione dal punto di vista culturale.
In questo particolare momento riteniamo che il Ministero delle Pari Opportunità, avrebbe avuto la necessità di avere più dignità, forza e peso con una Ministra dedicata solo a questo tema, rileviamo, invece che continua ad essere un Ministero senza portafoglio e che dopo il corretto ed inevitabile ritiro delle deleghe al Sottosegretario precedentemente nominato, rimane attualmente l’unico Ministero privo di responsabile del dicastero.
Una società diversa, costruita sulla solidarietà tra generi e generazioni, in cui convivono differenze, eguaglianze, pari opportunità: che garantisca una piena cittadinanza è il terreno da cui partire per affrontare questa emergenza.
Ribadiamo che la violenza contro le donne non è un affare “femminile”, né uno slogan pre-elettorale: è una questione di democrazia negata che si combatte con trasformazioni culturali, capaci di diffondere l’affermazione della legalità, dei diritti, delle libertà e del reciproco riconoscimento dei generi e con la promozione di un’educazione alla parità sin dalla scuola primaria.
Non possiamo più attendere!

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Lettera al Sindaco in difesa di corso Marconi 

le associazioni sottoscritte Le scrivono per chiederLe cortesemente di soprassedere sulla decisione relativa alla realizzazione di un parcheggio sotterraneo nel viale di corso Marconi.

I motivi della richiesta sono:

1. l’ inutilità di un nuovo parcheggio pertinenziale nella zona.
In San Salvario in questo momento vi sono decine di posti auto e box invenduti: in via S. Pio V, in via Campana, in via Giacosa, in via Morgari, ecc. come si vede dai numerosi cartelli esposti.
Non vi è quindi nessuna emergenza che richieda l’utilizzo per uso privato del suolo pubblico, che è un bene comune.

2. Il parcheggio interrato di piazza Madama Cristina ha sempre numerosi posti vuoti (dati GTT) e a 500 m da corso Marconi vi è il parcheggio del V Padiglione di 327 posti che addirittura chiude alle h19, mentre potrebbe essere una valvola di sfogo per igiovani frequentatori della movida. Questi ultimi, per altro, potrebbero essere invitati in modo più convincente ad usare mezzi pubblici e biciclette ( attraverso campagne di sensibilizzazione nei locali e multe): si libererebbero così posti per i residenti abbonati.
I parcheggi, infatti, sono attrattori di traffico, il quale causa incidenti, inquinamento, ingorghi.

3. la costruzione del parcheggio pertinenziale non toglie in modo risolutivo le automobili dalla strada.
Attualmente in corso Marconi trovano posto circa 500 automobili, e il parcheggio pertinenziale, ammesso che gli acquirenti fossero tutti tra gli attuali fruitori del Corso, ne toglierebbe meno della metà.
Inoltre la riduzione delle dimensioni degli alberi visivamente le metterebbe più in evidenza.
Le automobili parcheggiate nelle strade non sono certo un bello spettacolo, e il problema si pone in tutte le aree non pedonalizzate, soprattutto dove, essendo l’edificazione dell’’800 e del primo ‘900, non si è provveduto con garages nei cortili o nel sottosuolo di pertinenza.

4. la costruzione del parcheggio pertinenziale distrugge un viale storico, che andrebbe, anche a fini turistici, rivalutato.
L’intervento prevede l’abbattimento/spostamento di 50 ippocastani e la sostituzione con alberelli in vasche di cemento. Gli alberelli sostitutivi previsti non riusciranno mai a formare il cannocchiale visivo tra il Castello del Valentino e la Chiesa di San Salvatore e non saranno certo schermo alle facciate delle case del Corso, talvolta veramente modeste.
Il viale invece dovrebbe essere rivalutato e inserito in un percorso turistico che da Porta Nuova porti nel verde sino al Valentino.
Il viale con i due monumenti costituisce un unicum monumentale, e così l’insieme appare infatti nel Theatrum Sabaudiae.

5. la costruzione del parcheggio pertinenziale non è assolutamente connesso alla pedonalizzazione.
Siamo favorevoli alla pedonalizzazione del viale. Non tutte le città hanno la fortuna di avere un viale ombroso già predisposto.
Sono circa 120 i posti auto che sono stati recentemente “inventati” sul viale, dopo che è stato usato per il cantiere della Metropolitana (prima il viale è stato anche per alcuni anni area mercatale), e che possono di nuovo distribuirsi nelle aree circostanti.
Proponiamo che, a fronte di un progetto complessivo, si inizi una pedonalizzazione per isolati, partendo da quello dinanzi alla scuola, e coinvolgendo attori privati (vivaisti, ASCOM, ecc).

6. la costruzione del parcheggio mortifica la partecipazione.
Già nel 2008 l’Associazione Donne in difesa della società civile ha raccolto circa 800 firme per pedonalizzare il viale di Corso Marconi e quando nel 2009 la petizione fu discussa nella Commissione Comunale fu accolta unanimemente con parere favorevole. Non tutti sono favorevoli allo status quo, ma vi è senz’altro una forte mobilitazione, non per ottenere un beneficio privato ma per contribuire tutti insieme al miglioramento della Città.

7. la costruzione del parcheggio pertinenziale costituisce per i residenti un disagio inutile.
Per quanto sopra illustrato ci pare inammissibile dover sopportare per almeno due anni (se tutto va bene) un cantiere che serve a costruire posti auto non necessari e stravolge un viale di valenza storico-monumentale.
Si pensi che il cantiere interesserebbe un’area che comprende le scuole Manzoni e Rayneri, oltre coinvolgere gli esercizi commerciali che sono in Corso Marconi.

Certe della Sua attenzione e sensibilità al tema, Le chiediamo un incontro dove poter meglio illustrare perché ci opponiamo a questa opera.
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