Mercoledì 3 dicembre presentazione de " LA VIA DI FUGA" di Federico Fubini 






MERCOLEDI' 3 DICEMBRE ore 17,30
alla Casa del quartiere, via Morgari 14, Torino

"Exit, voice, loyalty" (A. Hirschman)

in momenti di crisi come quello attuale cosa scegliere?
Ne parliamo con Federico Fubini in occasione dell'uscita del suo libro

LA VIA DI FUGA
A. Mondadori editore
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Lettera aperta a Federica Mogherini 

All’ Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

Signora Federica Mogherini

Gentile signora, siamo un gruppo di donne impegnate nell’associazione “Donne per la difesa della società civile”, da oltre dieci anni attiva a Torino.
Come si desume dalla nostra stessa denominazione, ci occupiamo prevalentemente di problemi sociali e politici, con un’attenzione particolare al ruolo delle donne nella società, poiché sono quasi sempre le donne a pagare dove c’è negazione di diritti e barbarie, spesso con la stessa vita.
Abbiamo letto la lettera di Narin Afrin (Meysa Abdo) comparsa sul New York Times, con la quale la coraggiosa peshmerga rivolge un drammatico appello all’Occidente affinché siano predisposte urgentemente misure concrete di aiuti a favore dei valorosi combattenti curdi a Kobane, in particolare, e in generale nella lotta contro l’ISIS.
Certo la solidarietà nei loro riguardi non manca, in Europa. Ma sicuramente non è sufficiente.
Nella nostra veste di cittadine italiane Le chiediamo se l’Unione Europea – dove Lei svolge un così alto incarico – intende porre in atto iniziative per fornire al più presto un aiuto concreto, e possibilmente risolutivo, ai combattenti curdi nella loro impari lotta contro l’arroganza, la ferocia e i più potenti mezzi di offesa di cui dispone il cosiddetto “Califfato islamico” dell’ISIS, e in quale forma.

La ringraziamo per l’attenzione e le facciamo i nostri migliori auguri per la Sua attività.

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martedì 11 novembre, ore 18, alla Biblioteca Ginzburg 


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Lettera della direttrice di Un Women agli Stati membri del Consiglio di Sicurezza 



La Direttrice Esecutiva di UN Women, Phumzile Mlambo-Ngcuka, ha chiesto oggi agli Stati Membri del Consiglio di Sicurezza di affrontare la questione del crescente estremismo violento che sta minacciando le vite e il futuro di donne e bambine in tutto il mondo. Il Direttore Generale ha presentato il report del Segretario Generale su donne, pace e sicurezza, enfatizzando il cambiamento nella natura del conflitto, dall'Iraq al Mali, dove donne e bambine sono minacciate dagli estremisti. La Direttrice Esecutiva Mlambo-Ngcuka ha poi richiamato l'attenzione sul fatto che l'aumento del numero di sfollati stia esacerbando i conflitti e sia accompagnato da un numero crescente di situazioni di crisi, incluse quelle in Afghanistan, Repubblica Centrafricana, il Sud Sudan ed altri. Ha poi sottolineato la necessità di accelerare gli sforzi per il raggiungimento dell'uguaglianza di genere:l' empowerment delle donne è la migliore soluzione per uno sviluppo sostenibile, dopo ogni conflitto.

Signora Presidente, Onorevoli Delegati,

Il tema è di particolare urgenza, come testimonia il fatto che si registri il più alto numero di sfollati dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Durante il mio primo anno come Direttrice Esecutiva di UN Women, ho viaggiato in campi di sfollati nel Sud Sudan e nella Repubblica Centrafricana e nel campo di rifugiati siriani in Giordania. Senza dubbio, in ognuno di questi campi ho incontrato donne che si adoperavano per la pace, che lavoravano sodo, in condizioni davvero pericolose.
Guardandoci attorno, vediamo un mondo in crisi e ci si rende facilmente conto che non stanno semplicemente aumentando violenza e insicurezza, ma che si sta verificando un cambiamento nella natura stessa dei conflitti. Donne e bambine vengono costrette a sposare i loro rapitori e stupratori, o vengono vendute come schiave. Durante un conflitto, poche donne lavorano e partecipano all'economia e poche bambine vanno a scuola. Metà dei bambini che non frequenta la scuola dell'obbligo vive in una zona di conflitto. In questo scenario, solo il 35% delle ragazze è iscritta ad un livello di scuola secondario. Tutto questo è davvero allarmante.

Il report del Segretario Generale, che ho avuto il privilegio di presentarvi oggi in suo nome, riconosce gli avanzamenti fatti dalla normativa nell?ultimo anno, ma non è abbastanza. L'empowerment delle donne e delle bambine è la strategia migliore per la realizzazione di uno sviluppo sostenibile nel periodo post bellico. Loro sono le migliori guide per la crescita, le migliori speranze di riconciliazione e le migliori ambasciatrici in grado di evitare la ripetizione del ciclo di violenza. È giunta l'ora di migliorare sensibilmente la situazione delle donne rifugiate e delle persone sfollate in tutto il mondo. È giunta l?ora di rinnovare i nostri impegni e di portarli a termine. Questo Consiglio affronta enormi sfide, dallo scoppio dell?epidemia di Ebola e al sorgere di estremismi violenti a livelli mai raggiunti di sfollati. Non supereremo queste sfide se non metteremo l'uguaglianza di genere al centro dei nostri sforzi per mantenere la pace e la sicurezza nel mondo.
Questo è il nostro obiettivo per il 2015.

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