La legalità è il rispetto e la pratica delle leggi.... 

«Legalità è il rispetto e la pratica delle leggi. È un'esigenza fondamentale della vita sociale per promuovere il pieno sviluppo della persona umana e la costruzione del bene comune». Sono parole di un documento del 1991 della Chiesa italiana.

Legalità non sono, quindi, solo i magistrati e le forze di polizia, a cui dobbiamo riconoscenza e rispetto. Legalità dobbiamo essere tutti noi.
Legalità è responsabilità, anzi corresponsabilità.

Legalità sono quei beni confiscati alle mafie e destinati a uso sociale. Per quella legge "Libera" raccolse, quindici anni fa, un milione di firme.
Legalità sono il pane, l'olio, il vino, la pasta che produciamo nelle terre confiscate alle mafie. Tremila giovani sono arrivati dall'Italia e dall'estero, durante le vacanze estive, per dare una mano, per formarsi, per approfondire!

Legalità è l'attenzione ai famigliari delle vittime innocenti delle mafie e ai testimoni di giustizia. Sabato eravamo a Terrasini, in provincia di Palermo, con 400 famigliari. Persone che hanno avuto la forza di trasformare il dolore in impegno e chiedono tre cose: giustizia, verità, dignità. Ci hanno guidato per le strade di Milano, lo scorso 21 marzo: eravamo in 150mila. Con loro è nata nel 1995 la "Giornata della memoria e dell'impegno", che quest'anno sarà a Potenza.

Legalità sono quei percorsi che Libera anima in oltre 4500 scuole, quei protocolli firmati con circa il 70% delle università. E poi i progetti con le istituzioni e il ministero, il concorso "Regoliamoci", la collaborazione con la "nave della legalità", la globalizzazione dell'impegno: la presenza di "Flare - Libera internazionale", in 35 paesi. «La mafia teme la scuola più della giustizia. L'istruzione taglia l'erba sotto i piedi della cultura mafiosa» diceva Nino Caponnetto.

Non può esserci legalità senza uguaglianza! Non possiamo lottare contro le mafie senza politiche sociali, diffusione dei diritti e dei posti di lavoro, senza opportunità per le persone più deboli, per i migranti, per i poveri. Legalità sono i gruppi e le associazioni che si spendono ogni giorno per questo.

Legalità è la nostra Costituzione: il più formidabile dei testi antimafia. Le mafie e ciò che le alimenta - l'illegalità, la corruzione, gli abusi di potere - si sconfiggono solo costruendo una società più giusta.

Legalità è speranza. E la speranza si chiama "noi". La speranza è avere più coraggio. Il coraggio ordinario a cui siamo tutti chiamati: quello di rispondere alla propria coscienza.

Don Ciotti alla trasmissione Vieni via con me del 29 novembre 2010


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C'E' UN' ITALIA MIGLIORE?  




Una nazione rispettata ovunque?
Uno Stato che promuove i valori di ogni suo cittadino?
Un Paese in cui diritti e doveri sono uguali per tutti?
Un posto dove donne, giovani e anziani sono doni preziosi?
Dove l'impegno di chi ti governa merita la tua stima?

C'E'UN' ITALIA MIGLIORE!

Impegnati a costruirla


PARTECIPA


http://www.youtube.com/watch?v=p1Y4xjh0rC0
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Articolo 11 della Costituzione Italiana 

Articolo 11 della Costituzione italiana:

"L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo"




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DONNE e RISORGIMENTO 

DONNE PER LA DIFESA DELLA SOCIETA’ CIVILE
presso la Casa del Quartiere, via Morgari 14, 10125 Torino


2 appuntamenti sul Risorgimento in vista dei 150 anni dell’Unità d’Italia


Donne e Risorgimento: venerdì – 22 ottobre ore 10

“Nonostante nell' Ottocento le donne non godessero della pienezza dei diritti e il costume fosse molto severo, tuttavia alcune figure femminili spiccano nella storia del Risorgimento: Teresa Confalonieri (nobile milanese), Anita Garibaldi (popolana e straniera), GiudittaSidoli (l'emancipata amante di Mazzini), Contessa di Castiglione (cortigiana di lusso e agente segreto), Rosalia Montmassom (unica donna della spedizione dei Mille), Sofia di Baviera (la resistenza delle sconfitte), ecc.”.

a cura di Annarita Merli, laureata in Scienze Politiche, Università di Torino. Autrice di testi e sceneggiature (RAI e altre emittenti radiotelevisive), collaboratrice di giornali e riviste con inchieste di costume e saggi storici.

Le corrispondenti estere – venerdì – 12 novembre ore 10

“Margaret Sara Fuller e l’inglese Jessie White furono testimoni oculari di alcuni episodi risorgimentali,di cui scrissero in alcuni reportages. Entrambe convinte seguaci di Mazzini, che ebbero modo d'incontrare durate il suo esilio a Londra, esse rappresentano punte avanzate nel processo di emancipazione femminile. Rivisitare la loro esperienza serve a mettere in luce gli aspetti più innovativi e rivoluzionari del Risorgimento, i prodromi di una futura rivoluzione sociale, a lungo soffocata, e che riaffiorerà ai tempi delle prime lotte operaie.”
a cura di Toni Cerutti, già Docente di Lingua e letteratura inglese nelle Università di Torino, Bari, Piemonte Orientale, studiosa di letteratura e cultura ottocentesca, in particolare dell'età vittoriana e di rapporti anglo italiani.

introduce entrambi gli appuntamenti Maria Luisa Dodero
Docente di Letteratura e cultura russa nelle Università di Torino e Genova, ora in pensione. Studiosa di rapporti letterari e culturali russo-italiani, lavora attualmente ad un saggio su: "Il Risorgimento italiano nelle pagine di una scrittrice russa dell'Ottocento".



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Da Libera 10 proposte per il Sindaco di Torino 

PIATTAFORMA L10 TORINO

1.Chiediamo di non candidare persone rinviate a giudizio o condannate per mafia o per reati contro la pubblica amministrazione. Chiediamo l'attivazione dell'anagrafe patrimoniale pubblica degli eletti.

2.Chiediamo maggior trasparenza amministrativa attraverso una riclassificazione del bilancio comunale più semplice e accessibile.

3. Chiediamo che non si facciano gare d'appalto al "massimo ribasso" e che faccia punteggio l'assenza di condanne per reati legati alla sicurezza e al lavoro nero

4.Chiediamo di garantire la sicurezza degli edifici scolastici: il Comune deve fornire locali idonei e garantirne la manutenzione ordinaria e straordinaria, nella scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado. Chiediamo un’attenzione particolare all’interazione con i disabili e alle famiglie giovani con figli piccoli.

5. Chiediamo di sostenere l’aggregazione e la partecipazione dei giovani, lavorando in particolare sulla media education, valorizzando il rapporto con l’Università degli Studi di Torino e il Politecnico di Torino.

6.Chiediamo l’inserimento, all’interno dei bandi, di clausole che permettano di incentivare il lavoro giovanile e che garantiscano la clausola sociale.

7. Chiediamo di riproporre con forza progetti di cohousing e mix sociale, migliorando il servizio LOCARE e la gestione del servizio case popolari, fino a prevedere interventi per dare valore alle rappresentanze sindacali degli inquilini e creare un coordinamento delle case popolari.

8. Chiediamo il coinvolgimento delle cooperative sociali di tipo B, e non solo delle società private, nel processo di privatizzazione delle ex municipalizzate come l’AMIAT. Chiediamo altresì che non venga comunque privatizzata la gestione di beni comuni fondamentali come l’acqua.

9. Chiediamo maggiori garanzie di diritti alle persone che vivono in condizioni di vulnerabilità di nuove povertà aggravate dalla pesante crisi economica che ha colpito anche la nostra! città e di politiche che prevedano percorsi di protezione, di integrazione, di educazione al consumo, di advocacy e di costruzione di relazioni per contrastare atteggiamenti discriminatori e xenofobi.

10. Chiediamo che gli sforzi culturali ed economici per le manifestazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia e in particolare la mostra “Fare gli Italiani” non vadano sprecati: la mostra potrebbe diventare un laboratorio permanente di riflessione e formazione a partire dallo snodo inclusione/esclusione, con l’obiettivo di capire il senso che questo binomio ha assunto nella storia e assume nel presente della nostra città />


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