Corso Marconi





Continuano le discussioni su Corso Marconi.

RAMBLA o PROMENADE?

dopo la nostra lettera a Specchio dei tempi ( rubrica de La Stampa) alcuni interventi riportanol'argomento all'attenzione dell'opinione pubblica

Noi, dell’ “Associazione donne per la difesa della società civile”, vorremmo unire la nostra voce a quella di Letizia Bonfante, (lettera a Specchio dei tempi del 23 marzo “Che fine ha fatto la rambla di corso Marconi?”).
Quando abbiamo promosso la petizione e raccolto le firme (circa 800) per la pedonalizzazione della carreggiata centrale, non pensavamo che la cosa sarebbe stata facile, ma dopo che il Consiglio (9-3-2009) aveva approvato una mozione (con 30 voti favorevoli e 8 astenuti, vedi La Stampa 10-3-2009) che indicava questa scelta e dopo aver presentato, noi, in Commissione Comunale la proposta (il 6-5-2009), ricevendo solo apprezzamenti positivi dai presenti (tra gli altri, l’assessore Sestero), pensavamo come la Lettrice, e cioè che alla chiusura del cantiere della metropolitana il Comune avrebbe proceduto alla pedonalizzazione. Magari iniziando con interventi leggeri, per provare e vedere “l’effetto che fa” senza investirci da subito molti soldi.
Le motivazioni che ci avevano indotto a fare la proposta sono ben individuate dalla Bonfante: si poteva, proprio in occasione del 150 dell’Unità d’Italia, valorizzare non solo un luogo testimone di un fatto storico (1848, Santorre di Santarosa a Torino, come ricorda il monumento al centro di Largo Marconi) ma anche un viale che poteva diventare “monumentale”, per abbellire tutta la città, unendo due edifici di pregio (Castello del Valentino e Chiesa di San Salvario), rendere più sicura l’uscita di una scuola elementare che si affaccia su Corso Marconi. Ci aspettavamo, dunque, maggior interesse verso una legittima richiesta dei cittadini e anche verso una visione della città volta non a difendere “il particulare” (cioè l’insperato parcheggio sotto casa: poi se per questo il viale è brutto e anche insicuro, che importa) ma a migliorare la vivibilità di un quartiere, San Salvario, del quale spesso si è parlato a sproposito.
Invece, oggi assistiamo alla riaffermazione della viabilità precedente (controviali più corsie centrali), ma anche ad un intervento, (due pseudo aiuole + rotonda con monumento e presa d’aria in acciaio) per quel che oggi è dato a vedere, abbastanza squallido, a nostro parere. La nostra Associazione, ringraziando chi le ha dato fiducia, assicura che continuerà a portare avanti la sua richiesta e il suo impegno per una Torino meno inquinata, più vivibile e più bella.