PROGETTI: La città di tutte

LA CITTÀ DI TUTTE


DIVERSO MODO DI ABITARE E DI VIVERE LA CITTÀ.

Ognuno stabilisce una relazione con lo spazio, sia esso spazio privato (la casa) o spazio pubblico (la città, con le strade, le piazze e i giardini).
Vi sono livelli diversi di consapevolezza su quanto lo spazio ci condiziona e condiziona la nostra vita.
Vi è una più diffusa coscienza tra la relazione benessere/spazio privato: per ottenere maggior gradevolezza e comodità si spostano i mobili, si cambia il colore delle pareti, si cambia un divano, si cambia casa (perché è troppo piccola, non ha l’ascensore, non ha un balcone, il garage ecc).
Talvolta si vuole cambiare casa perché non ci piace il quartiere, il contesto urbano. Non si hanno amici e conoscenti, la zona è molto rumorosa, mal servita, con servizi scadenti.
In questo secondo caso si ha la percezione del ruolo e dell’importanza della città per la qualità della nostra vita.
E’ interessante riflettere su quello che della città consideriamo e quello che invece, pur condizionando la nostra vita, ci appare poco influente o non ci appare affatto.
Possedere criteri di lettura e decodificazione dello spazio urbano ci aiuta a capire, scegliere e a fare richieste di cambiamento mirate nella città.

Domande
1.Noi donne autoctone possiamo non ritrovarci in quello che la città sta diventando: non corrisponde alla nostra idea di funzionalità (poche ciclopiste, mezzi pubblici inefficienti, niente giardini pubblici a 300 metri da casa ecc) e alla nostra idea formale (edifici non di pregio e male inseriti). Ma “conosciamo” i motivi di quasi tutte le scelte importanti che sono state fatte. Spesso non le condividiamo, ma ci sappiamo spiegare perché questa città è così e si modifica in un determinato modo

Ma che idea di città hanno le donne immigrate? Com’era la città dove vivevano prima? Ci stavano bene o erano critiche? Perché?

2. Davanti a una nostra visione critica su come la città si sta formando, dinanzi a uno spaesamento di chi arriva da situazioni molto diverse, è possibile fare un pezzo di strada insieme? Confrontare i nostri modellli diversi (donne autoctone e straniere), depurarli dagli stereotipi e arrivare a un pezzetto di città, a un punto, un angolo che corrisponda sia a me, occidentale, che a chi arriva dalla Cina, dal Marocco, dall’Egitto, dalle Filippine, dal Perù o dalla Romania?
Cosa vedono le donne che arrivano da lontano, cosa vediamo noi, e cosa vorremmo vedere tutte noi?

3. Come sono collegate le caratteristiche della città con la sicurezza?
Avere piccoli spazi, punti della città condivisi nella loro sistemazione e nel loro uso, potrebbe far sentire tutte, più sicure. Perché è possibile-probabile che le “straniere ” abbiano anche più paura di noi, noi dei loro maschi e loro dei maschi italiani o dell’est, perché c’è sempre qualcuno che ci è “straniero” e ci rende insicure.
Queste della paura sono mappe diverse, con diverse comparse, ma sempre con uno spazio, che fa da sfondo passivo o… attivo, nel senso che può aiutare.

Quali sono i luoghi nella nostra quotidianità in cui ci sentiamo sicure? Quali quelli in cui ci sentiamo insicure? Perché?Quali sono le loro caratteristiche?

Quello che viene proposto è un confronto, un dialogo su un tema che può sembrare astratto – la città- ma che è invece estremamente concreto –l’angolo dove aspetto mio figlio quando esce da scuola, dove incontro la mia amica, dove vado a comprare, ecc.

Il Progetto che proponiamo è articolato in 4 fasi.
FASE A : formazione del Gruppo di lavoro: la conoscenza reciproca e una prima condivisione del tema, degli obiettivi e del metodo (Novembre e dicembre)
FASE B : definizione da parte del Gruppo di lavoro del programma dettagliato di lavoro, degli approfondimenti necessari e del materiale di lavoro (gennaio, febbraio, marzo)
FASE C: diffusione nelle diverse associazioni dei materiali prodotti nella FASE B e raccolta dei materiali elaborati (aprile e maggio)
FASE D: rielaborazione e restituzione da parte del Gruppo di lavoro del materiale raccolto (giugno e settembre)
PRIMA PARTE: INFORMAZIONE
Quali sono le caratteristiche di una città sostenibile? (dal PP presentato da Silvana)





SECONDA PARTE: INDIVIDUAZIONE DEGLI OBIETTIVI COMUNI

Per individuare obiettivi condivisi si è utilizzato il “bersaglio” del metodo Can do di Toni Gibson (materiale Laqup).
Gli obiettivi da cui si è partiti individualmente sono stati:
Anna Maria: marciapiedi rifatti; balconi fioriti
Donata: rendere i viali, i giardini pubblici, i marciapiedi puliti responsabilizzando i pedoni; migliorare le piste ciclabili esistenti e proporne di nuove
Eman: accettazione attraverso la conoscenza; città migliore, una vita migliore; cercare una soluzione migliore per fumatori alle fermate dei tram;
Ljuba: pensiline dei mezzi pubblici protette; per le zone pedonalizzate prevedere trasporti pubblici per anziani e disabili; panchine per gli anziani nelle strade; piste ciclabili, Zone 30; migliorare l’illuminazione pubblica
Margarita: : migliorare la convivenza tra le diverse culture;allungare orari trasporti, migliorare la raccolta differenziata; meno semafori
24 ore, strade senza bidoni della spazzatura; balconi fioriti
Minda: più verde, possibilità per gli anziani di usare i giardini, negozi aperti 24 ore, no bidoni della spazzatura nelle strade
Natalina: meno supermercati più verde, utilizzare abitazioni libere e non quartieri dormitorio; centro storico pedonale
Silvana: individuare gli aspetti positivi per la sicurezza in città individuare gli aspetti negativi per la sicurezza in città; coinvolgere molte cittadine per ripensare la città; comprendere le azioni necessarie per migliorare un luogo;individuare le caratteristiche negative della città; individuare le caratteristiche positive della città; conoscere modelli diversi di città
Susanna: meno automobili private, più mezzi pubblici; migliorare il sistema dei trasporti pubblici
Vesna: sostenere le donne con bambini piccoli e ragazzi con strutture apposite; locali per socializzazione; visibilità del lavoro delle donne e eventi fuori dagli spazi ufficiali; inserimento lavorativo delle donne

Sono diventati obiettivi comuni:
1. accettazione attraverso la conoscenza e:migliorare la convivenza tra le diverse culture
2. conoscere modelli diversi di città
3. visibilità del lavoro delle donne e eventi fuori dagli spazi ufficiali
4. trasporti: meno automobili private, più mezzi pubblici; migliorare il sistema dei trasporti pubblici cercare una soluzione migliore per fumatori alle fermate dei tram
5. centro storico pedonale
6. sostenere le donne con bambini piccoli e ragazzi con strutture apposite, locali per socializzazione
7. panchine per gli anziani nelle strade e nei giardini
8. migliorare le piste ciclabili esistenti e proporne di nuove
9. istituzione Zone 30;
10. più verde;
11. balconi fioriti
12. alcuni negozi aperti 24 ore
13. migliorare l’illuminazione pubblica anche con attenzione agli sprechi

OBIETTIVI

Gli obiettivi emersi sono sia di ordine generale (accettazione attraverso la conoscenza e:migliorare la convivenza tra le diverse culture, conoscere modelli diversi di città, visibilità del lavoro delle donne, sostenere le donne con bambini piccoli e ragazzi con strutture apposite) che di ordine più specifico e concreto: sui trasporti in generale, con varie indicazioni che vanno nella direzione della sostenibilità (pedonalizzazioni, ciclopiste, zone 30, mezzi pubblici), sul verde, pubblico e privato (più verde e più panchine, maggiore attenzione ai balconi che affacciano sulle vie), su spazi da dedicare a donne e giovani e su come aumentare la sicurezza (illuminazione, negozi aperti di notte).
OBIETTIVI COMUNI

1.accettazione attraverso la conoscenza e:miglioramento della convivenza tra le diverse culture

AZIONI
Il nostro lavoro insieme offre di fatto la possibilità di conoscere persone di paesi e culture diverse, scambiare esperienze ed è quindi una PRIMA AZIONE

ALTRE AZIONI

A. partecipare a lavori con le altre associazioni (anche a manifestazioni, feste)
6 marzo: spettacolo di danze folkloristiche al San Giuseppe, via Doria organizzata da Ass. Moldava
12 marzo: festa di compleanno dell’ass. Donne per la difesa della società civile, ore 10, CQ
B. organizzare una festa insieme (invitando membri delle diverse associazioni
C. organizzare uscite nel quartiere per conoscere e conoscerci
D. presentare in occasione di una festa ad esempio di via i prodotti del proprio paese “importanti” (dalle erbe alle medicine, ai prodotti alimentari tipici ecc)
E. organizzare momenti culturali relativi ai diversi paesi (presentazione di libri, lettura di poesie, concerti ecc)
F. Periodicamente dedicare una strada (anche solo un isolato) ad esposizione di quadri di artisti stranieri


2. conoscere modelli diversi di città
AZIONI
A. le città di provenienza delle componenti il gruppo
1. come sono organizzati i trasporti (come funzionano i mezzi pubblici, ci sono ciclopiste, aree pedonali, traffico caotico, molto inquinamento)
2. come è organizzato il verde e come è usato (giardini vicini a dove vivevano, molto diffusi, grandi parchi, attività libere o organizzate)
3. presenza di spazi per le donne (case di cultura, circoli, ecc)
4. spazi particolarmente insicuri per le donne (centro storico, periferie, zone poco illuminate, poco o troppo frequentate, ecc )
5. il luogo della città che preferiva
6. cosa rimpiange e non trova qui
cartoline, planimetrie, fotografie
B. Torino



3. visibilità del lavoro delle donne
AZIONI

4. trasporti: meno automobili private, più mezzi pubblici; migliorare il sistema dei trasporti pubblici cercare una soluzione migliore per fumatori alle fermate dei tram
5. centro storico pedonale
6. migliorare le piste ciclabili esistenti e proporne di nuove
7. istituzione Zone 30;

AZIONI
2. conoscere modelli diversi di città
AZIONI
A. le città di provenienza delle componenti il gruppo
1. come sono organizzati i trasporti (come funzionano i mezzi pubblici, ci sono ciclopiste, aree pedonali, traffico caotico, molto inquinamento, strade dissestate ecc)
2. come è organizzato il verde e come è usato (giardini “di prossimità”, cioè vicini alle residenze, molti giardini – uno per quartiere, grandi parchi, attività libere-quali - o organizzate)
3. presenza di spazi per le donne (case di cultura, circoli, ecc)
4. spazi particolarmente insicuri per le donne (centro storico, periferie, in prossimità di grandi stazioni, zone poco illuminate, poco o troppo frequentate, ecc )
5. il luogo della città che preferiva, perchè
6. cosa rimpiange e non trova qui
7. cosa della sua città non amava
cartoline, planimetrie, fotografie
B. Torino
1. il luogo più simile alla città di provenienza
2. come definirebbe il luogo dove abita a Torino
3. dove a Torino non si sente sicura, perchè
4. cosa le piace di più di Torino
5. cosa le piace di meno
6. conoscere luoghi di concentrazione degli stranieri (Falchera, barriera di Milano Piera, con quale obiettivo?)


LA CITTÀ DI TUTTE

questionario da presentare alle donne nelle diverse associazioni
A. Sulla città di origine
Nome della città d’origine (e Nazione)……………………………..
Per costruire una mappa dei luoghi: sarebbe bello avere anche cartoline, foto, magari si possono prendere da Internet
1. è una città grande o un paese
per capire i problemi nel cambiamento e le abitudini
2. frequentava giardini o parchi pubblici? Si No
perché?......
Forse nei paesi piccoli i giardini pubblici ci sono di meno, non vi è l’abitudine a frequentarli e qui non se ne sente la mancanza?
3. i giardini come venivano usati (per passeggio, gioco bimbi, gioco ragazzi e grandi, pic-nic, punto di incontro, altro………………………)
per capire la differenza di uso degli spazi, cosa ci si aspetta come funzione
4. Come si spostava prevalentemente? Coi mezzi pubblici, con la bici, a piedi
Per capire le abitudini di partenza, con cui si fa il confronto
5. funzionavano i mezzi pubblici (all’interno della città o dal suo agli altri paesi) si no
6. c’erano zone pedonali e/o ciclopiste? Si No
per capire quali sono i riferimenti nell’organizzazione della città: ad esempio se vengo da un luogo senza ciclopiste, ne sento meno la necessità anche qui, e viceversa (o no?)
7. c’erano spazi particolari dove si ritrovavano solo o soprattutto le donne? Si No Se si, quali (luoghi per associazioni, davanti alla scuola dei figli, caffè frequentati essenzialmente da donne, biblioteca, il forno, altro……… )(descrizione)
anche questo per capire quali sono le abitudini e le attese
8. c’erano spazi dove si sentiva particolarmente insicura? Si No
se si:quali centro storico, periferie, prossimità di stazioni, altro……..….perchè: zone poco illuminate, poco o troppo frequentate,altro………..
per individuare le caratteristiche degli spazi che le donne ritengono pericolosi
9. quale luogo della sua città Le piaceva di più:
1. la via dove abitavo
2. il mercato
3. i giardini
4. il luogo di culto
5. altro………….
Perché?................................................
Per avere una scala di interesse rispetto ai luoghi
10. cosa in particolare non trova qui e rimpiange?
1. atmosfera (specificare)
2. clima
3. relazioni interpersonali
4. altro…….
Sul clima non possiamo lavorare, ma sul resto si può discutere e vedere..
B. Su Torino (o sulla città dove si risiede?)

3. visibilità del lavoro delle donne
AZIONI
11. piccoli video per far conoscere consuetudini e modi di fare di altri paesi (es: l’uso dei fiori nei paesi dell’ESt)
12. usare you tube
13. creare un video sullo sviluppo del lavoro



4. trasporti: meno automobili private, più mezzi pubblici; migliorare il sistema dei trasporti pubblici cercare una soluzione migliore per fumatori alle fermate dei tram
5. centro storico pedonale
6. migliorare le piste ciclabili esistenti e proporne di nuove
7. istituzione Zone 30;
AZIONI
1. petizione per istituire zone 30







8. più verde
9. balconi fioriti

AZIONI
A.. proporre “vie verdi” e farsene carico come organizzazione (curare il verde, bagnare)


10. panchine per gli anziani nelle strade e nei giardini
11. alcuni negozi aperti 24 ore
12. migliorare l’illuminazione pubblica anche con attenzione agli sprechi
13. sostenere le donne con bambini piccoli e ragazzi con strutture apposite, locali per socializzazione
AZIONI