Caro programmatore.... 
martedì, marzo 14, 2006, 09:58 - FromOldBlog, Refactoring, Dev, Design
In risposta ai post del mio amico Enrico sui diritti dei programmatori e sulle paure dei programmatori, ripropongo riveduto e corretto un post dal vecchio blog aziendale:

Caro programmatore, sia tu un junior alle prime armi o un senior di provata esperienza (?!?!?), è così difficile?

E' così difficile scrivere classi con meno di 50 metodi?

E' così difficile scrivere metodi con meno di 50 righe?

E' così difficile usare nomi di variabili comprensibili?

E' così difficile scrivere codice che sia almeno un po' object oriented?

E' così difficile imparare un po' i principi di design?

E' così difficile imparare un po' i patterns?

E' così difficile non reinventare tutto da zero ed usare google?

Se hai risposto sì a tutte le domande.... cambia lavoro, stronzo! Perché il tuo codice di merda finirà nelle mani di qualcuno, e se quel qualcuno sono io spera di essere lontano... molto lontano.


Questo per sottolineare che i programmatori hanno diritti, paure, ma anche doveri: nei confronti di loro stessi e nei confronti dei loro colleghi.

C'è sempre qualcuno pronto ad obiettare: "Basta che funzioni".
Questo è un punto importante. Partiamo dal presupposto che nessun codice è esente dai bachi, ed anche se lo fosse presto o tardi dovrà essere modificato per assecondare le richieste di qualcuno.

Se scrivo del codice orrendo, ma funzionante (ora :) ), alla scoperta del primo baco sarà quasi impossibile farci manutenzione. Idem per una modifica. Farò più in fretta a riscriverlo. E questo anche per chi ha prodotto materialmente quella montagna di escrementi che si ostina a chiamare codice funzionante.

Non è poi così difficile. Puoi partire con un METODONE, ma poi lo prendi e lo scomponi in metodi più piccoli, magari ogni metodo lo testi, ma non lo pretendo :). Mi basta avere metodi piccoli, variabili con un nome comprensibile, classi di lunghezza ragionevole che facciano poche cose, ma fatte bene. Voglio codice che parla, non commenti che sono romanzi! Ah, i commenti... il commento dice che il metodo fa "toma", il metodo in effetti fa "soma", ma entrambi sono errati, perchè quel metodo doveva fare "roma".....

Meglio del codice bacato, ma su cui è facile fare manutenzione, che del codice che oggi funziona, ma che domani andrà riscritto perchè incomprensibile.

Il bello del software, è che è soft: lo puoi modellare come fosse pongo, adattarlo alla nuova situazione, ma devi metterti nelle condizioni di poterlo fare.




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Writely 
venerdì, marzo 10, 2006, 15:27 - Technology, Software
Quoto dal vecchio blog:

Leggendo il blog di Ian Murdock , il creatore di Debian (Deb è sua moglie, Ian è lui), ho trovato writely .
Il progetto mi sembra interessante perché fa vedere chiaramente come potrebbe essere il futuro Google Office, che IMHO c'é già :).
Mi piace l'idea di condivisione, che è poi l'idea alla base del wiki, ma in questo caso ancora più estesa, visto che non si è legati a nessuna piattaforma di publishing. Una volta finito il documento, posso tenerlo lì, posso pubblicarlo su un blog/wiki, posso scaricarlo sulla mia macchina.


Oggi rileggo Ian, e cosa scopro? Questo: writely è parte di google....

Fatemi scendere che qui si sta andando troppo forte!

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Novità da del.icio.us 
venerdì, marzo 10, 2006, 14:12 - Technology
Ora è possibile editare un bookmark inline... potere di AJAX!



La prossima settimana saranno resi disponibili i bookmark privati, quindi finalmente potrò registrare link personali che non voglio rendere visibili, ad esempio tutti quelli ai servizi aziendali o alle macchine di produzione/sviluppo.

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Upgrade il giorno dopo 
giovedì, marzo 9, 2006, 11:56 - Linux, Ubuntu
Ci ho messo un pochino più del previsto, primo perchè scaricavo ad una media di 40kB/s, secondo perchè X non ne voleva sapere di funzionare come si deve.

L'eseguibile partiva ma poi piantava la macchina. Entrando da remoto e killando il processo, o facendo uno shutdown, la macchina si congelava.

Questa mattina con qualche colpo bene assestato di apt ce l'ho fatta. Il trucco è stato fare un remove con --purge di X e kubuntu-desktop (kde) e reiinstallare kubuntu-desktop, che ovviamente in cascata reinstalla X. Non ha più riscaricato tutti i pacchetti perchè non avevo pulito la cache.

Con il purge gli fatto pulire tutte le dirs ed i files di configurazione, così la reinstallazione è partita da un ambiente pulito. Da quello che ho capito c'erano dei link simbolici sulla parte X fatti male e non sovrascritti dal processo di installazione perchè visti come custom.

Cmq, funziona bene e l'impressione è di un miglioramento nelle prestazioni, con un tempo di startup molto buono. Il kernel è passato da un 2.6.12 ad un 2.6.15, xorg alla 7.0, kde è sempre 3.5.1, ma con pacchetti in più, Eclipse alla 3.1.2 da 3.1.1.

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Upgrade 
mercoledì, marzo 8, 2006, 12:33 - Linux, Ubuntu
Non c'è niente da fare, proprio non resisto. Ho installato kubuntu breezy (5.10) da meno di un mese e mi sembra già vecchia. Dapper (6.04), la prossima release, sarà rilasciata solo ad aprile (6.04, appunto), ma si può già fare un upgrade puntando il source list di apt verso dapper:

sudo apt-get dist-upgrade
Reading package lists... Done
Building dependency tree... Done
Calculating upgrade... Done
......
924 upgraded, 114 newly installed, 351 to remove and 12 not upgraded.
Need to get 619MB of archives.
After unpacking 856MB disk space will be freed.


Adesso c'è solo da aspettare che finisca di scaricare tutta 'sta roba e poi installarla.



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