Non tutti gli IDE sono uguali 
mercoledì, ottobre 4, 2006, 13:56 - Dev, Eclipse, Software
Un po' di tempo fa mi sono ritrovato faccia a faccia dopo molto tempo con JDeveloper , l'IDE di Oracle. L'ultima volta che ci avevo lavorato era il 2003 su piattaforma Windoze e me lo ricordavo come un incubo. Beh, le cose non sono cambiate molto. Sarà che Eclipse mi ha abituato bene, ma su linux il fanciullo è veramente pessimo.

A esempio fare refactoring è un'operazione lenta, con un sacco di passi di wizard per completare la singola operazione. Ed è già un passo avanti, perchè una volta non c'era nessun supporto al refactoring... ed infatti usavo Eclipse e reimportavo in JDev.

L'interfaccia, in swing, è lenta e farraginosa. E non vuole essere la solita guerra swing vs. swt. Ci sono un sacco di esempi di applicazioni swing veloci. Jdev non è una di queste.

Jdev è grosso, ca 200MB, eppure di default non ha Junit integrato. E' necessario scaricare l'extension apposita. Certo, ha un sacco di roba per lavorare Ejb, Toplink, ADF/BC4J, ma rimane lento e pesante.

Sinceramente, ma perchè Oracle continua a mantenere un prodotto simile? Perchè non migrare ad Eclipse come infrastuttura? Se lo hanno fatto BEA e Borland un motivo ci sarà... Tra l'altro è membro della fondazione e collabora allo sviluppo della parte dedicata ad EJB3.

L'unico che resiste impavido è IDEA di JetBrains. E' molto che non lo uso, ma ne conservo un bellissimo ricordo. Tra l'altro era, e spero sia ancora, molto veloce benchè utilizzare le tanto vituperate swing.

L'IDE è lo strumento che ci deve consentire di essere più produttivi.
JDev non è sicuramente la mia prima scelta :)

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Nessuno ti regala niente, ed i framework non sono da meno 
venerdì, settembre 22, 2006, 15:12 - Dev, Java, Spring, DataBase
Chi mi conosce lo sa. Adoro i framework, non mi piace reinventare la ruota se qualcuno l'ha già fatta, rotola bene ed ha tante persone che la migliorano. Molti progetti open source di successo sono framework che assolvono alle più disparate esigenze: MVC, IOC, O/R mapping, JMX...... Ehi, quante buzzword in una sola riga! Mi manca ESB, SOA, WS :)

Un framework che mi ha dato molte soddisfazioni è Spring, che io definisco un meta-framework, vista la sua capacità di collegare tra loro lo cose più disparate.

Ma veniamo al titolo del post...

Un po' di tempo fa sono stato mandato da un cliente per ingegnerizzare un prototipo da applicazione a servizi. L'applicazione in se non sembra nulla di complesso: axis sul front-end, dei controller/manager/servizi (chiamateli come volete) esposti e dei dao per fare persistenza. Ero a corto, molto a corto, di tempo e know-how, dopo più di 2 anni a fare VOIP.

Ho preso Spring ed usato i suoi DAO. Ho cominciato con dei dao basati su JDBC. Poi mi sono detto: "che palle rimappare i result-sets sugli oggetti di dominio, prendiamo un O/R mapper a caso: hibernate".

E' stato a dir poco un bagno di sangue. A causa della mancanza di tempo, e presa la strada, non sono tornato indietro. Grazie a Spring molte cose mi venivano gratuitamente, ma allo stesso tempo non capivo cosa stava succedendo. Mi dicevo che se tutti lo usano non sarà cosi difficile, ma non faceva le cose che volevo. Ovvero, non faceva le cose come pensavo!
Avendo tempo probabilmente sarei partito utilizzando H8 direttamente per comprendere bene i suoi meccanismi interni, poi avrei spostato le cose in spring utilizzando i dao, facendo poi gestire le transazioni i AOP. Tutto piano piano. Un passo alla volta.
Così invece ho fatto un salto nel vuoto sperando che il paracadute si aprisse.

Ho pagato pegno! Alla fine, seppur di fretta, e grazie alle FS, ho letto parte del manuale, ho fatto prove, tests etc...
Più o meno ne sono venuto fuori, però la prossima volta non lo faccio più.

Prima di usare un framework che non si conosce, per quanto pubblicizzato, fico e trendy, ci vuole del tempo per capirlo ed assimilarlo. Se non si ha a disposizione questo tempo, per fare uno spike, leggere bene la documentazione, confrontare altre soluzioni, è meglio affidarsi alle soluzioni conosciute, magari tediose e/o tecnologicamente arretrate, ma su cui si hanno le idee chiare!



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Scarico 
lunedì, agosto 7, 2006, 15:37 - Training
Ho optato per un po' di scarico dall'allenamento. Sono incasinato con lavoro, ristrutturazione della casa e stanchezza cronica da pendolare.

Ricomincierò la prossima settimana, quando sarò finalmente in vacanza. Spero di riuscire anche a nuotare un po', ma non mi faccio illusioni. Probabilmente tornerò alle sessioni di allenamento mattutine in EDT per tre volte a settimana e se reggo anche quattro.

Chissà se riesco a perdere qualche chiletto, che ormai i 100 sono proprio vicini e vorrei tornare sotto i 95 :)

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Ma io valgo? 
giovedì, luglio 20, 2006, 15:06 - General
Il titolo del post riprende la famosa pubblicità che finisce con la frase "Perchè io valgo".

Nel mio status di pendolare la domanda del titolo la pongo a trenitalia, rfi, e fs. Ma io valgo? Il mio tempo, come quello di altri milioni di viaggiatori, ha per loro un qualche valore? Vista la qualità del servizio, direi di no.

Nessuna considerazione per il viaggiatore, per il suo tempo, per la sua vita. Sul piano meramente economico sono milioni di ore di lavoro perse ogni anno a causa dei reiterati ritardi. Sul piano personale significa arrivare al lavoro in ritardo, dover uscire dopo ed arrivare a casa ancora in ritardo, con un peggioramento della qualità della vita.

Ci tengono in ostaggio sul loro materiale rotabile, aka vagoni, ogni giorno, 5, 10, 20 minuti in più del dovuto, per ogni singola tratta. Sono ore, giorni, mesi buttati via solo perchè sono così incompetenti da non riuscire a fare l'unica cosa che gli si richiede: far viaggiare un treno dal punto A al punto B in orario.

E poi parlano di TAV e TAC. L'unica TAC utile sarebbe quelle al loro cervello, e poi prendere quei 20 miliardi di euro, che lo sappiamo tutti che non ci sono, e metterli nella rete corrente.

Bene, mi sono sfogato. La prossima volta potrei sfogarmi sulla bella faccia di Elio Catania, presidente e ad di FS.

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FINE! 
mercoledì, luglio 5, 2006, 11:59
Immaginate di essere un maratoneta. State correndo, avete superato tutte le avversità, siete al quarantesimo chilometro e tutto va bene. Siete ancora veloci, la crisi del trentesimo è un ricordo lontano, siete pronti allo sprint per battere il vostro avversario, quello che non si sa come vi ha affiancato al trentanovesimo.
Il pubblico a lato strada è tantissimo, tutti gridano, incitano, tifano. Le telecamere sono su di voi, ogni tanto un maxischermo ritrae il vostro viso incredibilemnte ancora fresco.
Ci siete, il cartello dei quarantadue, centonovantacinque metri all'arrivo.

Folla, sudore, pulsazioni, media, avversario, fatica, sprint, arrivo, riposo, vittoria, dolore, arrivo, acqua, arrivo, sprint, arrivo, accelerazione, arrivo..... vuoto.

Si va a casa. E' finita, abbiamo scherzato. Sì, mancano 195 metri, proprio centonovantacinquemetri, ma finisce qui. Niente sprint, niente vittoria, niente riposo. Niente. Si chiude.

Ecco, questo è quello che è successo al progetto su cui lavoro.

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